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5) Valutare e riflettere
Valutare significa analizzare la fattibilità (ex-ante), il percorso (in-itinere), i risultati e l’impatto (ex-post) di un dato intervento.
Significa dare senso a ciò che si è fatto, imparare dall’esperienza e decidere come proseguire nel percorso.
COSA È LA VALUTAZIONE?
È il processo che ci permette di esprimere giudizi empiricamente fondati (basati sui dati) sul funzionamento e/o sul successo di un’azione intrapresa. In altre parole, per capire se un’azione sta funzionando secondo gli obiettivi prestabiliti, bisogna predisporre anche degli strumenti per valutarla.
Avviare un intervento senza prevedere fin dall’inizio attività di valutazione e monitoraggio ne riduce fortemente l’efficacia e l’utilità, per diversi motivi:
- Non consente di capire se funziona e se il problema individuato sta realmente migliorando, con il rischio di sprecare risorse.
- Non permette di individuare cosa correggere, perché senza dati si rischia di non riconoscere criticità né sapere dove apportare aggiustamenti.
- Non rende possibile dimostrare i risultati raggiunti, quindi l’impatto dell’intervento resta poco chiaro.
- Aumenta il rischio di ripetere errori, non avendo elementi oggettivi relativi a ciò che non ha funzionato.
- Limita l’apprendimento, perché non produce, dall’esperienza, conoscenze utili.
- Impedisce la replicabilità, rendendo difficile riproporre o adattare l’intervento in altri contesti futuri.
Una buona valutazione si basa su convinzioni solide:
Se non si intende utilizzare i risultati della valutazione per riprogettare, confermare o estendere l’intervento è inutile realizzare una valutazione.
Un intervento, infatti, potrebbe avere i cosiddetti “effetti indesiderati”: non sempre un’azione, anche se progettata con cura, ha risultati positivi, può succedere che non ci sia alcun effetto, oppure che ci siano effetti negativi.
I beneficiari possono esprimere soddisfazione, ma questo non coincide con l’efficacia dell’intervento (a mano che questo non fosse l’obiettivo).
Prima di valutare bisogna definire con chiarezza destinatari, obiettivi e azioni. Se gli obiettivi e le azioni dell’intervento non sono chiari, è difficile valutarne l’efficacia.
Cosa valutare? Sono tante le cose che si può decidere di valutare e a seconda della scelta si utilizzano anche approcci diversi.
Cambiamenti nelle pratiche, coinvolgimento degli studenti, clima relazionale, rendimento.
Verificare se ciò che è stato progettato è stato realmente messo in pratica e le ragioni per le quali parti del progetto non sono state implementate.
Raccogliere le percezioni dei soggetti coinvolti (studenti, colleghi, famiglie).
Cosa ha appreso il gruppo? Quali competenze sono emerse?
Utilità, trasferibilità, efficacia ed efficienza, punti di forza e di debolezza, rilevanza (rispetto ai bisogni) e coerenza (rispetto alle finalità istituzionali).
Note etiche
- Il processo valutativo richiede trasparenza.
- I risultati di una valutazione devono essere diffusi e usati.
Descrizione dello step
- Analizzare e dare senso all’intervento realizzato.
- Valutare fattibilità, processo, risultati e impatto (ex-ante, in-itinere, ex-post).
- Comprendere se l’azione è efficace rispetto agli obiettivi.
- Utilizzare la valutazione per orientare decisioni future.
Competenze chiave
- Analizzare dati in modo critico e fondato.
- Definire obiettivi, criteri e indicatori chiari.
- Riconoscere limiti, effetti inattesi e criticità.
- Apprendere dall’esperienza per migliorare gli interventi.
Attività da svolgere
- Progettare strumenti di monitoraggio e valutazione.
- Raccogliere dati su effetti, coerenza ed esperienza dei partecipanti.
- Analizzare risultati e impatto dell’intervento.
- Condividere e utilizzare i risultati per migliorare e riprogettare.