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1) Porsi una domanda
L’uso proficuo dei dati inizia ponendosi le domande giuste.
Trasformare problemi, situazioni e fenomeni osservati a scuola in domande di ricerca concrete, a cui i dati possono rispondere, è il primo passo di un processo riflessivo ed esplorativo che conduce al cambiamento.
COSA VOGLIO SAPERE?
La prima tappa del ciclo consiste nel formulare una domanda guida che delinea l’ambito dell’indagine e orienta la selezione e l’analisi dei dati.
Una domanda guida è collegata a un problema, una situazione o un fenomeno osservato a scuola su cui si vogliono raccogliere informazioni per predisporre un intervento specifico. Può riguardare, ad esempio, la partecipazione, le aspettative o la soddisfazione degli studenti e delle studentesse, l’efficacia della didattica oppure l’organizzazione della scuola.
Una domanda guida è efficace quando:
- è focalizzata su un problema, un fenomeno o una situazione specifica ➞ indirizza la raccolta dei dati;
- riesce a contenere tutte le dimensioni principali del fenomeno oggetto dello studio ➞ può generare azioni concrete;
- è misurabile con dati concreti ➞ si può trasformare in strumento di apprendimento rigoroso.
Perché partire da una domanda (e non dai dati)?
Una domanda chiara definisce il senso dell’indagine e orienta tutto il percorso di raccolta e analisi dei dati. Senza uno scopo condiviso, i dati restano frammentari e poco utili.
Dalla domanda scaturisce l’individuazione delle dimensioni da osservare e degli indicatori più adeguati a misurarle. Non tutti i dati servono: vanno scelti solo quelli pertinenti all’obiettivo.
La formulazione della domanda e la scelta degli indicatori richiedono confronto tra colleghi e punti di vista diversi, per rendere l’analisi più solida e condivisa.
Una domanda ben posta guida una raccolta e un’analisi dei dati coerenti, aprendo la strada a decisioni informate e ad azioni concrete di miglioramento.
Principi da tenere a mente prima di cominciare
- Senza una buona domanda, i dati rischiano di essere solo rumore. Non tutti i dati sono utili: servono criteri chiari per selezionarli in funzione del problema che vogliamo esplorare.
- Una buona domanda nasce da un problema osservato e può generare azioni concrete. Deve essere collegata alla realtà della scuola e aprire possibilità di intervento specifico.
- Le domande più efficaci sono indagabili, focalizzate e legate a un ambito d’azione preciso. Domande troppo generiche o astratte non aiutano il lavoro riflessivo né la raccolta di dati mirati.
- Partire da una domanda attiva un processo riflessivo, esplorativo e trasformativo. Questo è il primo passo per rendere i dati strumenti di apprendimento e miglioramento.
Note etiche
- Formulare una domanda è un atto di responsabilità.
- Evita domande discriminatorie o giudicanti.
- Verifica l’impatto delle tue domande su gruppi vulnerabili.
- Allinea la domanda ai valori della scuola.
Descrizione dello step
- La domanda guida definisce l’ambito dell’indagine e orienta raccolta e analisi dei dati.
- Senza una domanda chiara, i dati restano scollegati e poco significativi.
- L’obiettivo non è raccogliere tutto, ma focalizzarsi su ciò che conta.
Competenze chiave
- Osservare e interpretare criticamente la realtà scolastica.
- Formulare domande chiare, significative e indagabili.
- Adottare un approccio riflessivo e orientato all’azione
- Collaborare con i colleghi nella definizione delle domande
Attività da svolgere
- Individua un problema o bisogno concreto da approfondire
- Confrontati con i colleghi per formulare la domanda e gli indicatori
- Collega la domanda alle priorità della scuola (es. PTOF, Piano di Miglioramento)