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IL CICLO DELL’ INQUIRY
È un approccio strutturato e riflessivo che utilizza i dati per migliorare le pratiche educative, guidando scuole, docenti e dirigenti in decisioni basate su evidenze.
Definito anche ricerca-azione, il ciclo dell’Inquiry, è un processo iterativo in cui ogni fase genera nuove domande, nuovi dati e nuove azioni.

Usare i dati per generare cambiamento
Il ciclo dell’inquiry è il modello che abbiamo scelto per costruire questo toolkit.
Il ciclo dell’Inquiry si sviluppa attraverso cinque fasi interconnesse — dalla formulazione di una domanda di ricerca alla valutazione dell’impatto delle azioni intraprese — e permette di affrontare le sfide educative con maggiore profondità. Non si tratta di cercare risposte immediate, ma di generare una migliore comprensione di alcuni meccanismi, attivare il pensiero critico e coinvolgere l’intera comunità scolastica, inclusi studenti e famiglie, nella ricerca condivisa di soluzioni.
Il ciclo dell’inquiry offre una guida strutturata che accompagna docenti, dirigenti e comunità scolastiche in un percorso di analisi e miglioramento fondato su evidenze.
Il ciclo dell’inquiry adottato nel Toolkit si colloca nell’alveo della ricerca-azione (action research) secondo Lewin (1946) e Kemmis & McTaggart (1988), e va distinto da altri usi del medesimo costrutto presenti nella letteratura educativa.
Nell’ambito del professional inquiry e dell’evidence-based education, il ciclo dell’inquiry è concepito principalmente come strumento di sviluppo professionale degli insegnanti e di miglioramento degli apprendimenti degli studenti (Timperley et al., 2007); nell’inquiry-based learning, è invece rivolto agli studenti come percorso di esplorazione e costruzione della conoscenza disciplinare (Bybee et al., 2006; Kuhlthau, 1991).
Nel presente Toolkit, i soggetti del ciclo sono i professionisti della scuola che utilizzano i dati per interrogare criticamente le proprie pratiche e orientare processi di miglioramento. L’oggetto dell’inquiry non è il dato in sé, bensì un problema, una sfida o una priorità educativa analizzata attraverso l’uso sistematico delle evidenze disponibili. In questa prospettiva, l’inquiry è intesa — secondo Cochran-Smith e Lytle (2009) — come una postura epistemica: un processo sistematico, riflessivo e aperto alla revisione critica delle assunzioni che guidano l’azione educativa (Carr & Kemmis, 1986).
Questa impostazione non si pone in contrapposizione con l’approccio evidence-based, ma ne amplia il raggio d’azione, spostando l’attenzione dal miglioramento della pratica didattica dei singoli insegnanti per facilitare l’apprendimento da parte degli studenti ai processi di apprendimento organizzativo e miglioramento della scuola nel suo complesso.
I presupposti del ciclo dell’inquiry:

È un processo ciclico
Aperto e ricorsivo, alimenta un miglioramento continuo nel tempo.

È collaborativo
Richiede confronto, tempo e apertura all’imprevisto, valorizzando punti di vista diversi e riducendo i pregiudizi.

Parte da bisogni chiari
Senza uno scopo condiviso, la raccolta dei dati rischia di essere dispersiva o poco significativa.

Non è neutro
L’analisi dei dati è influenzata dalle domande, dai riferimenti culturali e dal contesto, e mira a soluzioni situate, non universali.

Ogni fase conta
Non solo l’azione, ma anche la formulazione delle domande e la riflessione sono momenti chiave di apprendimento.




